Associazione RMP di Giuseppe Monari

Sistema di Riequilibrio Modulare Progressivo - Concetto KABAT

BARI - Corso sul Sistema di Riequilibrio Modulare Progressivo 2020

SEDE: Palestra ASD Body and Brain - Via Isonzo 68 - 70125 Bari
Responsabile: Dott. Giovanni Martinelli



REFERENTE:
Sig.ina Silvia Pietroforte Tel: +39 380 7822707
E-mail: silvia.pietroforte@gmail.com

Descrizione del corso

Il sistema di “Riequilibrio Modulare Progressivo” (RMP) con Facilitazioni Neurocinetiche (FN) e la sua evoluzione a partire dal metodo Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation (PNF).
Il metodo PNF ha origine in America alla fine degli anni ‘40, da H. Kabat neurologo e sviluppata successivamente dalle terapiste M. Knott e D. Voss. Questa tecnica nasce dal concetto innovativo che prende origine dall’osservazione e dallo studio dei movimenti dello sport e della danza, in cui la diagonalità  e spiralità permettono al movimento di  esprimere  la massima potenza e armonia. Vennero così codificati degli schemi motori che traducessero in modo chinesiologicamente corretto le osservazione fatte. Questa metodica ha continuato la sua evoluzione in Europa e in America come metodo PNF, con la rigida applicazione degli schemi e i presupposti neurofisiologici  Jacksoniani e Sherringtoniani a feed back . In Italia è stata introdotta alla fine degli anni ‘60 da G. Monari, che con la sua esperienza insieme ai vari gruppi di studio nelle università italiane, l’ha trasformata a tal punto da cambiarne la denominazione in Sistema di "Riequilibrio Modulare Progressivo" (RMP) con Facilitazioni Neurocinetiche (concetto Kabat).
 
1° Elaborazione: ATTIVAZIONE DEGLI SCHEMI PNF IN FUNZIONE BIARTICOLARE  
Revisione: Importanza della funzione biarticolare nell’ambito neurologico/ortopedico. La funzione biarticolare è da considerarsi più evoluta nel processo di  integrazione corticale. L’esercizio in biarticolarità ha infatti  caratteristiche peculiari estremamente importanti: obbliga il muscolo a dividere il suo impegno tra l’inserzione prossimale e quella distale; regola la percentuale di reclutamento tra i due elementi in rapporto alla richiesta ed alla necessità  (funzione intelligente) attraverso un sistema a feed forward (modulazione corticale dell’azione); obbliga il muscolo a cambiare lunghezza e determina un mantenimento dell’elasticità che altrimenti verrebbe a perdersi. Il lavoro del muscolo in sinergia è estremamente più semplice: non deve “decidere” in quale percentuale separare il proprio reclutamento, ma concentra tutta la sua forza o sull’una o sull’altra inserzione (scarsa attivazione corticale); non modifica la sua lunghezza poiché nel momento in cui si accorcia da una parte  si allunga proporzionalmente sull’altra inserzione. La biarticolarità ha la caratteristica di esprimere meno potenza della sinergia (reclutamento quantitativo), ma ci permette di organizzare  funzioni di traslazione come il cammino (reclutamento qualitativo), senza funzione biarticolare,  segneremmo il passo.

2° Elaborazione: I PASSAGGI POSTURALI      
Nella metodica PNF i  passaggi posturali vengono utilizzati come mezzo per insegnare al paziente a muoversi nello spazio per poter raggiungere la sua autonomia (es: girarsi nel letto, mettersi seduto, ecc).
Revisione RMP: Il riuscire a muoversi nello spazio o non riuscirci è un indicatore importante delle capacità di reclutamento delle funzioni del tronco. Il tronco  ha quattro funzioni fondamentali: le rotazioni che avvengono sul piano orizzontale; la flessione e l’estensione che si sviluppano sul piano sagittale; le inclinazioni che si attivano sul piano frontale. L’integrazione di queste funzioni base, organizza tutti i movimenti del tronco e permette di supportare la funzione degli arti inferiori nella deambulazione.  
 
3° Elaborazione: LE PROGRESSIONI PIRAMIDALI  (non presenti nelle PNF) 
Con il sistema RMP viene introdotto il concetto delle “Progressioni Piramidali,” all’interno delle quali avviene una graduale variazione del rapporto tra ampiezza della base di appoggio e altezza del baricentro.* Questo studio,  ha permesso di capire che ogni posizione del corpo nello spazio ( prona, supina, laterale e verticale) ha una sua progressione nella piramidalità. Le posizioni, correlate tra loro nello strutturare la verticalizzazione, configurano un complesso piramidale che fornisce gli elementi per valutare il paziente nella stabilità, nella verticalizzazione e nel cammino.
 
4° Elaborazione: GLI ALLUNGAMENTI    (Non presenti nel metodo PNF)      
Un'altra revisione della tecnica originale è data dallo studio che riguarda la capacità di allungamento della muscolatura. Con il gruppo di lavoro del già Dipartimento di Neurologia e Otorinolaringoiatria   Sapienza - Università di Roma  Servizio di Neuroriabilitazione, agli inizi degli anni ’90 è stato intrapreso una  ricerca per stabilire in quale modo fosse possibile valutare la lunghezza muscolare. Questa ricerca, sulla base di studi di Neurofisiologia del “Muscolo”, della elasticità muscolare e alla considerazione del muscolo come “organo di senso e di percezione”, è ancora a tutt’oggi oggetto di studi. Il parametro che determina la contrattilità muscolare è dato dal rapporto tra stato di partenza e stato di arrivo. Più ampio è il ROM, più potere contrattile ha il muscolo. Si è iniziato ad indagare sulle lunghezze muscolari e si è notato, che nei pazienti neurologici sono sensibilmente alterate. Questo comporta che non solo un muscolo anelastico riduce il suo potere contrattile e quindi non conclude l’azione per mancanza di un adeguato accorciamento, ma che la carenza di allungamento riduce il movimento del suo diretto antagonista. Ha avuto quindi inizio  una ricerca sulle lunghezze muscolari, che ha portato a conoscere e valutare un concetto riabilitativo, per alcuni aspetti, inesplorato. Si è strutturata una visione completamente nuova nell’approccio terapeutico, che ha ribaltato il concetto di “Potenziamento”, come ancor oggi viene così descritto il metodo  PNF dalla letteratura internazionale. Il verificare che spesso il paziente non  riesce a compiere un “determinato movimento” non per carenza di reclutamento, ma per mancanza di lunghezza della sua muscolatura ha fatto rivisitare  l’approccio terapeutico. Imparare a valutare le lunghezze, è stato quindi un lavoro fondamentale non solo, per  l’utilizzo degli “schemi motori Kabat” in modo diverso e non preso fino ad allora in considerazione. Oggi il sistema RMP è utilizzato con una visione poliedrica sistemica mirata alla patologia specifica e non più come metodo PNF di potenziamento, indiscriminato e globale. Le manovre che ci permettono di valutare lo stato di lunghezza della muscolatura sono state studiate in modo tale da non permettere compensi , questo è determinante ai fini di avere un misura oggettiva della lunghezza del muscolo testato. In letteratura non risultano scale di misura validate sulle lunghezze muscolari.
 
5° Elaborazione: LE VALUTAZIONI  (Non presenti nel metodo PNF)      
Le valutazioni utilizzate dal sistema RMP sono quattro:
1.   La valutazione sui passaggi posturali, ci indica le condizioni del tronco sia come mobilità nello spazio, sia come reclutamento  in tutte e quattro le sue funzioni base. 
2.  La valutazione dello stato di equilibrio, si verifica modificando gradualmente il rapporto tra  base d’appoggio e altezza del baricentro. Tutto ciò viene valutato in quattro posizioni nello spazio: prona, supina, laterale e verticale. Questo  mette in evidenza il rapporto tra le progressioni piramidali delle diverse posizioni. Attraverso tali passaggi è possibile comprendere quali siano le correlazioni in grado  di strutturare la verticalizzazione mettendo in evidenza i percorsi indispensabili per una sua corretta progressione. Questa valutazione si integra con quella dei passaggi posturali. 
3.   La valutazione selettiva della lunghezza muscolari  ci permette di capire  dove si trovano gli squilibri posturali e funzionali. Le schede di valutazione sulle lunghezze sono uniformi e si sviluppano in 4 livelli: 3 = massima tensione; 2 = media tensione; 1 = minima tensione; 0 = nessuna tensione. Le valutazioni sono oggettive e vengono definite in angoli di mobilità. Le schede per gli allungamenti sono cinque:  collo,  spalla e arto superiore,  tronco, anca, arto inferiore.
4. La valutazione sul reclutamento vede differenziati gli schemi sinergici da quelli biarticolari in base alle catene neuro cinetiche, inoltre viene esplicitato la valutazione del rapporto che hanno con la gravità.

PREISCRIZIONE AL CORSO